Il pesce chirurgo nei nostri mari
Pubblicato il 16/08/2026 in News
Il Mar Adriatico ha un nuovo e inatteso inquilino. Si tratta dell’Acanthurus monroviae, comunemente noto come pesce chirurgo di Monrovia, una specie tropicale originaria delle acque atlantiche dell'Africa occidentale e dell'arcipelago di Capo Verde. La sua comparsa nei nostri mari rappresenta un ulteriore capitolo della tropicalizzazione del mar Mediterraneo, spinta dal progressivo innalzamento delle temperature marine.
La presenza stabile di questo pesce nell'Adriatico è stata documentata in dettaglio da un gruppo di ricercatori croati attraverso studi pubblicati su piattaforme internazionali di monitoraggio delle specie aliene come Reabic e Invasivesnet.
I primi avvistamenti risalgono all'estate del 2024 lungo la costa croata, nei pressi di Kostrena (vicino a Fiume). Inizialmente immortalato mentre pascolava tranquillamente sulle alghe dei fondali rocciosi a pochi metri di profondità, l'esemplare ha mostrato persino comportamenti territoriali. Con il passare dei mesi e il susseguirsi di nuove segnalazioni nel 2025 e nel 2026, gli scienziati hanno escluso l'ipotesi di rilasci occasionali da parte di acquari domestici. Gli esemplari sono riusciti a risalire il Mediterraneo, varcare il Canale d'Otranto e adattarsi alle condizioni dell'Alto Adriatico.
Il "pesce con le lamette"
Il nome comune di "pesce chirurgo" deriva dalla principale e più affascinante caratteristica di questa famiglia (Acanthuridae): la presenza di veri e propri "bisturi" naturali.
Le spine difensive: Ai lati del peduncolo caudale (vicino alla base della coda), l'animale possiede due piccole spine retrattili estremamente affilate, circondate da caratteristiche macchie giallo-arancioni. Queste lame non vengono usate per attaccare, ma fungono da formidabile arma di difesa contro i predatori.
Dimensioni: A differenza di altri pesci chirurgo di piccola taglia comunemente allevati negli acquari di barriera, l'Acanthurus monroviae può raggiungere dimensioni considerevoli, arrivando fino a 45-48 centimetri di lunghezza e a un peso di mezzo chilo.
Aspetto: Il corpo è ovale, fortemente compresso ai lati, con una colorazione di fondo grigio-brunastra arricchita da riflessi metallici e sfumature bluastre.
Perché bisogna fare attenzione?
Pur non essendo una specie aggressiva nei confronti dell'uomo, gli esperti raccomandano massima prudenza:
“Se lo si cattura o lo si manipola, bisogna fare molta attenzione: le spine caudali possono causare ferite profonde e tagli simili a quelli di un bisturi, facilmente esposti a infezioni”, avvertono i biologi marini.
Il pericolo sussiste anche nel caso di esemplari pescati o spiaggiati, poiché la struttura rigida e tagliente della coda mantiene la sua efficacia difensiva anche dopo la morte del pesce.
In conclusione
L'arrivo e il potenziale insediamento stabile dell'Acanthurus monroviae aprono interrogativi importanti sugli equilibri dell'ecosistema adriatico. Essendo un organismo prevalentemente erbivoro (si nutre principalmente di alghe e biofilm bentonico), la sua presenza potrebbe innescare una competizione alimentare con specie autoctone.
Per il momento, la comunità scientifica preferisce parlare di una specie non indigena ben acclimatata piuttosto che di una vera e propria invasione fuori controllo. Ciononostante, monitorare la diffusione di questi "pionieri tropicali" resta fondamentale per comprendere la velocità con cui il Mar Adriatico sta cambiando volto.
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