i sensi dei pesci
Pubblicato il 03/08/2026 in Varie ed eventuali

Spesso i sensi dei pesci sono un argomento di grande interesse: ci chiediamo se sentano gli odori, i rumori, il gusto o il tatto, o se riescano addirittura a distinguere bene le immagini. La risposta è assolutamente positiva ed è interessante analizzare ogni singola attività sensoriale:
1. Olfatto
A un primo impatto si potrebbe pensare che i pesci non sentano gli odori poiché, vivendo immersi nell'acqua, manca la normale volatilità aerea delle molecole odorose. In realtà non è così: grazie a papille olfattive collocate all'interno delle narici — poste sulla parte anteriore della testa —, i pesci sono perfettamente in grado di percepire gli odori. Riescono così a seguire con precisione le tracce odorose per rintracciare il cibo. L'olfatto gioca un ruolo cruciale anche durante il periodo riproduttivo, fase in cui le femmine rilasciano in acqua i ferormoni per attirare i maschi e stimolare l'accoppiamento.
2. Gusto e tatto
Le papille gustative responsabili del gusto si trovano principalmente nella bocca, ma in molte specie sono dislocate anche sui barbigli, appendici carnose intorno alla bocca utilizzate come vere e proprie antenne alla ricerca del cibo. Spesso i barbigli svolgono anche una funzione tattile, aiutando il pesce a perlustrare gli anfratti più nascosti. Nel complesso, il senso del tatto in senso stretto è utilizzato in modo marginale.
3. Vista
La nitidezza visiva varia notevolmente da specie a specie in base alla forma e alle dimensioni degli occhi e all'habitat in cui vivono. Studi scientifici hanno dimostrato che le immagini non sono particolarmente definite, poiché la trasmissione visiva avviene verso la parte posteriore della retina e non frontalmente.
Caratteristiche: Gli occhi sono privi di palpebre e non necessitano di lubrificazione, essendo costantemente bagnati dall'acqua.
Percezione cromatica: I pesci percepiscono i colori e le loro variazioni. Molte specie intensificano la livrea in particolari momenti della vita o per scoraggiare i predatori.
Dimensioni e campo visivo: A differenza di quanto si pensi, un occhio grande non garantisce una visione più nitida, ma semplicemente un campo visivo più ampio.
Specie cieche: Alcuni pesci che vivono nelle profondità oceaniche o nelle caverne buie hanno atrofizzato e perso il bulbo oculare. Pur essendo ciechi, riescono a cacciarsi, muoversi e sfuggire ai pericoli grazie a udito e linea laterale.
4. Udito
Grazie a organi localizzati nella parte posteriore della testa, i pesci percepiscono i rumori. Il loro sistema di ricezione non è sofisticato come quello umano: riescono a captare solo suoni con frequenze ben definite, affidandosi per il resto alle vibrazioni, che in acqua si propagano con estrema rapidità ed efficienza. I pesci comunicano tra loro in vari modi, ad esempio sfregando le pinne, le branchie o facendo vibrare alcune parti cartilaginee del corpo.
5. Linea laterale
Questo è forse il senso più sviluppato e importante per i pesci, poiché compensa i limiti di vista e udito. La linea sensoriale è formata da piccoli recettori collegati a nervi, disposti in fila lungo entrambi i fianchi del corpo. Ogni minima vibrazione in acqua viene captata e analizzata dal cervello, supportato da un cervelletto molto sviluppato che coordina movimenti complessi come il nuoto sincronizzato. Grazie a questo sistema, un pesce in branco riesce a mantenere la perfetta traiettoria senza urtare i simili e a percepire gli ostacoli circostanti per evitare ferite.
Possiamo confermare che i pesci hanno affinato i loro sensi in base agli ambienti in cui vivono e alle esigenze biologiche fondamentali: nutrirsi, riprodursi, sfuggire ai predatori, trovare rifugio e muoversi in branco.
I pesci dormono?
Un altro tema molto dibattuto e ricco di conclusioni contrastanti riguarda il sonno dei pesci.
Innanzitutto, quando si allestisce un acquario, bisogna evitare sporgenze e arredi spuntati o taglienti: i pesci potrebbero ferirsi non solo nuotando, ma anche durante il riposo. Per una corretta gestione della vasca, è fondamentale garantire un ciclo regolare di luce alternato a ore di buio totale, durante le quali il pesce si riposa.

Il pesce non sperimenta il sonno come i mammiferi, ma entra in uno stato di riposo abbassando la propria attività metabolica e adagiandosi sul fondo, su un arredo o persino in superficie. Non potendo chiudere gli occhi per via dell'assenza di palpebre, non è facile stabilire con esattezza quando questo accada, ma il buio totale agevola notevolmente questo processo (motivo per cui si sconsiglia l'uso di luci notturne fisse, se non in casi particolari).
Ci accorgiamo che il pesce sta riposando quando assume una condizione di apparente "trance", durante la quale mostra una ridotta reattività agli stimoli visivi, pur mantenendo tutti gli altri sensi costantemente attivi.