Decalcificazione biogena questa sconosciuta
Pubblicato il 09/09/2026 in Pillole di Chimica
La decalcificazione biogena è un processo chimico-biologico che si verifica in acquario quando le piante (o le alghe) esauriscono l'anidride carbonica (CO2) libera disciolta in acqua e sono costrette a "estrarla" dai bicarbonati (HCO3_) presenti per poter continuare la fotosintesi.

Questo fenomeno altera l'equilibrio chimico dell'acqua e comporta conseguenze specifiche:
Dissociazione dei bicarbonati: Le piante assorbono il carbonio necessario e rilasciano ioni idrossido , il che provoca un innalzamento improvviso e marcato del valore del pH.
Precipitazione del carbonato di calcio: A causa dell'aumento del pH e della reazione con il calcio disciolto, si forma un sedimento biancastro o calcareo che si deposita sulle foglie delle piante (che appaiono come spolverate di gesso) e sui vetri dell'acquario.
Riduzione della durezza carbonatica (KH): Poiché i bicarbonati vengono consumati, il valore del KH tende ad azzerarsi, facendo perdere all'acqua la sua capacità tampone e rendendo il pH estremamente instabile (con il rischio di sbalzi letali per i pesci). Precisiamo che non è un effetto rapido e immediato ma che in un tempo medio dà questo risultato.
Riduzione della durezza totale (GH): A causa della precipitazione del calcio come carbonato che si deposita con una colorazione grigio argentata. Precisiamo che non è un effetto rapido e immediato ma che in un tempo medio dà questo risultato.
Per prevenire o risolvere la decalcificazione biogena è solitamente necessario in primis reintegrare la CO2 (sicuramente carente) tramite un impianto dedicato, questo per cercare di ripristinare il difficile equilibrio della concentrazione CO2 in vasca .
In un secondo momento aumentare la fertilizzazione o effettuare cambi d'acqua regolari per ripristinare i Sali minerali e la durezza carbonatica facendo attenzione che questi ultimi interventi non aumentino la decalcificazione ( in questo caso sospendere questi ultimi interventi )
Si ringrazia Mario Mandici per aver contribuito a migliorare questo articolo