Betta splendens Vasca e esigenze
Pubblicato il 06/05/2026 in Focus Specie
La vasca ideale per i betta è caratterizzata da misure che si sviluppano con un’altezza che non superi i 30cm perchè essendo che il betta risale continuamente in superficie per ossigenarsi non bisogna farlo affaticare.
Riguardo il litraggio della vasca non si troverà mai una risposta soddisfacente, vi sono opinioni e punti di vista diversi , c’è chi sostiene che bastano 10/15 litri per un esemplare, c’è chi invece sostiene che il litraggio minimo è di almeno 30 litri.
È vero che in natura questi pesci vivono in acque basse o addirittura in pozze d’acqua ma non bisogna pensare che sia una giusta collocazione.
È utile sapere che in alcune zone dell’Italia, è imposto da una legge comunale un litraggio minimo di 30 litri per la detenzione di di pesci, precisamente l’articolo 51 del «Regolamento Comunale sulla tutela degli Animali», approvato dal Consiglio del Comune di Roma il 24 ottobre 2005: «Il volume dell’acquario non deve essere inferiore a 2 litri per centimetro della somma delle lunghezze degli animali ospitati ed in ogni caso non deve mai avere una capienza inferiore a 30 litri d’acqua».
Pertanto, in conclusione, senza alcuna intenzione di influenzare nessuno, lo spazio ideale per un solo betta potrebbe andare dai 20 ai 30 litri netti, questo litraggio e spazio permette al betta un nuoto abbastanza soddisfacente (specie se a pinne lunghe), e a controllare il territorio.
In base al litraggio, i nostri amati betta possono comunque condividere la propria “casa” con altri inquilini. Vi sono, purtroppo, dei paletti sulle scelte, a causa di compatibilità, corporature, pinnaggi ecc. infatti come compagni ideali spesso vengono affiancati, oltre a tutti i gasteropodi, le caridine multidentate, o meglio conosciute come japoniche (si consiglia la convivenza solo con questa specie poiché, le altre caridine, essendo più piccole, come spesso accade, potrebbero essere predate), e determinate specie di pesci, come titteya, pentazona, rasbore, boraras, danio e pangio.
Parlando di convivenza con altri pesci e rimanendo sul concetto espresso precedentemente sul litraggio, andremo ad aumentare lo spazio sui 40/50 litri netti, considerando il fatto che questi compagni di vasca devono essere inseriti almeno in gruppi di minimo sei esemplari e, preferibilmente, prima del betta.
Valori ottimali dell’acqua, temperatura e habitat in cattività
Preparare un layout dedicato ad un betta può sembrare molto impegnativo, ma sostanzialmente è semplice e divertente, soprattutto nel fantasticare posizionando gli arredi e le piante.Andiamo per ordine e argomentiamo tutto ciò che è necessario per preparare ed avviare la vasca per il nostro betta splendens.
Il betta in natura vive in acque tenere ed acide, pertanto è importante ricreare i valori ideali in vasca per non sottoporre il pesce a sbalzi particolari, date le innumerevoli riproduzioni a scopo di selezioni che oramai hanno indebolito in loro il sistema immunitario.
I valori ideali sono compresi nei seguenti range:
PH = da 6 a 7 (consigliato 6.5/6.8)
GH = da 5 a 9 (consigliato 6/7)
KH = da 3 a 7 (consigliato 3/4)
No2 = 0
No3 = ˂20
Utilizzare acqua d’osmosi ricostruita con gli appositi sali oppure tagliando una percentuale d’acqua di rubinetto con acqua d’osmosi. Altre volte invece, anche se sconsigliata, viene utilizzata solamente acqua di rubinetto.
Naturalmente nei cambi d’acqua e/o nei rabbocchi fare attenzione che l’acqua utilizzata, soprattutto in inverno, sia alla stessa temperatura di quella all’interno della vasca, per evitare sbalzi di temperatura e arrecare problemi di salute al betta. La causa principale degli sbalzi di temperatura sono shock termico, stress e ictyo (malattia dei puntini bianchi).
La temperatura ideale che bisognerebbe mantenere in vasca si aggira tra i 25°e i 27°, mentre generalmente viene aumentata tra 29° e 30° quando si desidera riprodurli.
Importante avere la presenza di molte piante e l’acqua ambrata per il rilascio dei tannini da parte di legni, foglie di catappa, castagno, quercia o di pignette d’ontano.

Scegliamo un fondo scuro, nero o marrone, ghiaia inerte o lapillo vulcanico, evitando quelli chiari in quanto rifletterebbero maggiormente la luce. Arricchiamo la superficie del fondo, con dei legni che non abbiano ramificazioni appuntite e delle pietre che non siano spigolose (le Dragon Stone o simili, non spigolose, vanno bene) e se vogliamo, creiamo anche qualche nascondiglio con delle pietre ben accatastate e ferme tra di loro o per andare sul sicuro ne possiamo costruire qualcuno con il guscio di una noce di cocco.
Importantissimo avere in vasca la presenza di una folta vegetazione che ossigeni l’acqua. Le piante sono molto gradite ai betta in quanto amano nuotare fra la vegetazione la quale offre e simula “protezione” durante il controllo del territorio da parte dell’esemplare.Possiamo inserire Cryptocoryne, Ceratophillum demersum, Microsorum pteropus, Nayas guadalupensis e tante altre, è concesso inserire altre varietà molto conosciute come la Vallisneria spiralis, Anubias, Bacopa, del muschio ed altre non molto difficili da gestire.
È di fondamentale importanza mantenere foglie di catappa, quercia, castagno o pignette all’interno della vasca per il benessere di questi pesci, soprattutto se a pinne lunghe, le quali sono più soggette a corrodersi e sfrangiarsi. La superficie dell’acqua dovrà ospitare piante galleggianti, ed anche qua vi è l’imbarazzo della scelta tra Lymnobium, Phyllantus fluitans, Lemna minor, Lemna major, Azolla, Pistia stratiotes, Salvinia natans ecc. ecc.
Il nostro acquario per betta necessita obbligatoriamente di un coperchio che può essere costruito in vetro o in plexiglas leggero e trasparente. Il coperchio è fondamentale per due motivi:
Il primo perché i betta sono abilissimi saltatori e quindi rischieremmo di ritrovare il nostro esemplare sul pavimento o se nel caso di una bettiera, in un altro scomparto
Il secondo motivo, perché essendo un pesce che respira aria atmosferica, ha bisogno di aria umida con determinate temperature calde.
L'illuminazione non dovrà essere troppo forte ma dovrà essere adeguata per non dar fastidio al betta, quindi che accontenti le esigenze delle piante e del pesce stesso.
Termoriscaldatore adatto alla vasca, considerando la potenza di 1watt/litro.
Infine un filtro che gestisca il sistema biologico. Quello più idoneo sarebbe il filtro esterno in modo da garantire, oltre ad un filtraggio migliore, più spazio di nuoto ed una piccola quantità d’acqua in più, ma in base alle proprie esigenze possono essere utilizzati anche filtri interni.
Altro esempio di acquario per betta, ricreato con le stesse condizioni sono classiche vasche con litraggio maggiore ma divise in più scomparti, le cosiddette bettiere utilizzate spesso da allevatori.

Alimentazione
Pesce prevalentemente carnivoro.
È consigliabile, quanto importante, stilare una dieta settimanale dove inserire cibo proteico nella maggior parte dei giorni, alternando con del buon mangime granulare che affondi (evitare assolutamente l’uso di fiocchi), delle verdure sbollentate(piselli sbucciati), spinaci, broccoli, carote e rondelle di zucchina, tutti ottimi cibi integratori per la parte cartilaginea delle pinne, e un giorno di digiuno per alleggerire l’organismo del pesce da tutto il cibo proteico.
Ad ogni modo il cibo vivo come le larve di zanzara (facilmente allevabili in una bacinella colma d’acqua esposta all’aperto), i cyclops, le dafnie, ed il grindal (piccoli vermi filiformi, anche questi, allevabili in casa attraverso una coltura) è il migliore in assoluto.
I tubifex (piccoli anellidi allevabili anch’essi in casa attraverso una coltura) e le larve di zanzara sono più soggetti al trasporto di agenti patogeni). Ma non sempre il cibo vivo può essere disponibile, in alternativa esistono altri tipi di cibo che lo possono sostituire. Il cibo congelato è la soluzione migliore ed è quella più adottata da tutti, tra questi cibi vi è il chironomus rosso, molto gradito e del quale sono particolarmente ghiotti, l’artemia salina (della quale non bisognerebbe approfittarne poiché oltre ad essere molto proteica è un tipo di cibo che il betta, ma anche tutti gli altri pesci d’acqua dolce, non potrebbe mangiare mai in natura poiché si tratta di un piccolo crostaceo proveniente da acqua salata), la dafnia e i tubifex.
Possono essere anche allevati in colture anguillole dell’aceto, i naupli d’artemia, walterworms, microworms e i bananaworms.
In commercio si possono trovare anche cibi liofilizzati, cioè essiccati, da reidratare con dell’acqua prima di somministrare, non darlo in pasto senza idratarlo perchè con i liquidi dello stomaco aumenteranno di volume andando a creare occlusioni intestinali con gravi conseguenze.
Può essere assolutamente normale che il betta, inizialmente, per un motivo di adattamento alla nuova vasca o a causa di abitudini diverse, rifiuti il cibo che si andrà a somministrare, ma tutto ciò si verificherà per qualche giorno e, senza troppi allarmismi, bisognerà semplicemente insistere, così, abituandosi alla nuova alimentazione il pesce inizierà a mangiare regolarmente.
Bisogna ricordare che la somministrazione del cibo al betta va effettuata sempre con moderazione per via del piccolo intestino, un eccesso può causare costipazioni con conseguenti ed irreparabili.