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Betta splendens storia e caratteristiche

Pubblicato il 06/05/2026 in Focus Specie

Betta splendens storia e caratteristiche

Precisazioni

Tengo ad evidenziare che questa guida da me redatta non nasce con lo scopo di interferire con il lavoro altrui ma è frutto semplicemente di miei studi e confronti.

Premessa

Ci limiteremo in questa guida di parlare del betta splendens , molto noto e presente al giorno d’oggi nelle nostre vasche ornamentali.

Divideremo questa guida in diverse sezioni in modo da racchiudere le informazioni principali e fondamentali del pesce in questione.

 

La storia in breve

 

Antico acquario del 1856 (Foto dal web)

Il Betta splendens è comunemente conosciuto con il nome di  pesce combattente.

Si è iniziato ad allevare questo pesce a metà del 1800. Pesci destinati a combattimenti, chiamati dai thailandesi “plakat” ovvero “pesce che morde”.

Rama III, re del Siam in quel periodo, omaggiò un medico dal nome Theodor Cantor, regalandogli dei pesci combattenti che erano in suo possesso. Quest’ultimo ne studiò le caratteristiche e gli diede il nome “Macropoduspugnax”.

Molti anni dopo l’ittiologo Tate Regan riprese lo studio di questi pesci e lo sostituì con il nome “Betta Splendens”.  Ipoteticamente, la parola Betta venne associata ad una tribù di guerrieri asiatici, mentre la parola “Splendens” venne associata allo splendore del colore e del pinnaggio.

L’allevamento originario del Betta non nacque affatto per uso ornamentale ma per avere dei pesci robusti e forti in modo da farli combattere finalizzati a scommesse.

Questi combattimenti avvenivano inserendo due betta dentro un piccolo recipiente lasciati a lottare fino alla morte di uno dei due , come già accennato, gli allevatori, per formare esemplari più mirati ai combattimenti ibridavano i betta in loro possesso con quelli selvatici, dai quali alcune volte nascevano esemplari affascinanti con pinnaggio più lungo e colori particolari. Iniziano così a vedersi in giro i Plakatcheen.

I combattimenti andavano a scemare e pian piano si ridussero gli allevamenti per i combattimenti ed aumentarono quelli per le selezioni per scopo commerciale e ornamentale.

Verso la metà del 1900, negli Stati Uniti nasce un esemplare dalla pinna caudale lunga e a velo, il betta Veiltail, che ancora oggi è tra i betta commerciali più diffusi, venduti e conosciuti al mondo. Naturalmente le selezioni non finiscono con il betta Veiltail, un decennio dopo nasce il betta Double tail (doppia coda) e il betta Delta tail (con la pinna caudale triangolare e simmetrica).

Tra gli anni ’70 e ’80 fu la volta del betta Roundtail (coda rotonda), nacquero così i primi Betta Show. Che fa impegnare gli appassionati a create esemplari belli , affascinanti e particolari facendoli gareggiare tra loro per definire il più bello e unico.

Successivamente tra i primi anni ’90 gli allevatori riuscirono a selezionare betta con apertura di pinne caudali fino a 180° che identificarono come betta Halfmoon, mentre alla fine di quel decennio le selezioni portarono come frutto un altro esemplare molto particolare, il betta Crowntail caratteristico di una pinna caudale la cui membrana è più piccola dei raggi così da sembrare una corona.

Nello stesso periodo della nascita dei betta Crowntail, torna di moda l’originario betta Plakat dal quale, oserei dire, tutto è iniziato. Naturalmente anche su questa specie gli allevatori sperimentarono nuove selezioni facendo venire alla luce il betta “Halfmoon Plakat”.

Recentemente invece, da diverse ibridazioni tra i betta di allevamento e selvatici, nella Patria originaria, ovvero in Thailandia, si da vita ad un ulteriore betta monocolore metallico, il betta “Dragon”.

L’ultima caratteristica che gli allevatori sono riusciti a sviluppare nei betta e che pian piano ha preso piede, è la dimensione gigante degli esemplari, i cosiddetti betta Giant, dalla taglia nettamente più grande dei normali betta, infatti la misura minima si aggira intorno ai 7/8cm, fino ad arrivare a circa 14/15cm.


La provenienza

Il Betta splendens è un pesce d’acqua dolce che appartiene alla famiglia degli anabantidi o labirintici, proviene dal Sud-Est asiatico, precisamente dal Cambogia, dal Laos e dalla Thailandia, dove si trovano i migliori allevatori di betta al mondo. Il betta splendens vive principalmente nel fiume Mekong tra la Thailandia e la Cambogia.

L’habitat naturale

È caratterizzata da acque basse, stagnanti o quasi ferme come risaie o paludi, ricche di tannini rilasciati dalle numerose foglie e dai legni che cadono in acqua. In natura, vivono tra una vasta varietà di piante come Cryptocoryne, Ceratophillum demersum, Limnophila, LemnaLemna minor, Microsorum Pteropus Tropica, Nayas, Rotala rotundifolia e tante altre ancora. In determinati periodi dell’anno in queste paludi e risaie si formano delle piccole pozze dentro le quali capita che i betta vadano a viverci in quanto ritengono questi spazi ridotti, un luogo sicuro ed indisturbato.

Descrizione del betta

Del genere betta esistono moltissime varietà e colorazioni, tutto ciò è frutto di numerosi studi e selezioni di cui tratteremo più avanti.
I maschi e le femmine si distinguono nella corporatura, nel maschio è più robusta e presenta una specie di sporgenza sul dorso, mentre la femmina è più corta, ed il ventre è un po’ più gonfio.

Generalmente il maschio presenta un pinnaggio più lungo e più folto rispetto alla femmina,

Anche nelle varietà a pinne corte vi sono piccole differenze che evidenziano il dimorfismo sessuale, le pinne ventrali che nel maschio si sviluppano di più in lunghezza e la pinna anale che ha una forma più trapezoidale rispetto a quella più a forma rettangolare nella femmina.

Il maschio può arrivare a misurare fino ad 8 cm, mentre la femmina fino a circa 5cm. Ma ciò che indiscutibilmente può distinguere i sessi è la presenza di una piccola protuberanza a forma di pallina di colore bianco sotto il ventre della femmina: la papilla genitale o più comunemente conosciuta con il nome di “ovodepositore”

Come già accennato, oggi, vi sono molte colorazioni date dalle varie selezioni, ma le caratteristiche originali del betta splendens sono pinne corte e colorazioni metalliche, il Betta wild (foto sotto).

  

Le caratteristiche

– Il pinnaggio
Il betta può avere un pinnaggio corto o lungo, ma in entrambi i casi molto particolare, e indipendentemente dalla tipologia (halfmoon, crowntail, veiltail ecc.), come si nota dall’immagine che segue, possiede tre pinne impari, cioè quella dorsale, quella caudale e quella anale, e due pari, cioè quelle pettorali e quelle ventrali.

–  Il comportamento territoriale e la parata

È un pesce molto territoriale, non ama condividere i propri spazi con nessuno dei suoi simili o con pesci dai colori accesi e pinnaggi troppo evidenti. In presenza di un suo simile diventa aggressivo, è un atteggiamento difensivo/aggressivo che avviene con l’estensione del pinnaggio e l’apertura degli opercoli branchiali, chiamato “parata”

Inizialmente si atteggiano estendendo il pinnaggio e aprendo gli opercoli branchiali ma subito dopo l’atteggiamento si trasforma in una vera e propria aggressione che porta i soggetti a sfidarsi in un combattimento che potrebbe terminare anche con il decesso di uno dei due. In natura avviene la stessa cosa a differenza che i combattimenti vengono drasticamente ridotti dal fatto che c’è una maggiore possibilità di fuga, mentre in cattività lo spazio è nettamente ridotto e limitato.

Può capitare che qualche volta una femmina di betta assuma atteggiamenti di mascolinità ed in tal caso si comporta come un maschio; fa il nido di bolle, diventa aggressiva allo stesso modo, e tende addirittura ad accoppiarsi con un’altra femmina, naturalmente senza alcun risultato. La sacca ovarica non si riempie di uova ma allo stesso tempo estroflette l’ovodepositore normalmente.

Ciò nonostante non tutti i betta sono caratterialmente uguali, infatti vi sono soggetti con carattere dominante, quindi determinati e aggressivi e soggetti più tranquilli ma non del tutto inoffensivi.

È importante, di tanto in tanto, porre per alcuni minuti davanti al vetro della vasca, uno specchio per far rispecchiare il betta e fargli vedere il riflesso di se stesso. Lui non si riconosce e questa operazione viene effettuata per due motivi:

  • Il primo serve a spronarlo, tenerlo attivo e non fargli perdere l’istinto territoriale,

  • il secondo è che in questo modo esercita un’estensione delle pinne che lo aiuta a non atrofizzarle, specie i soggetti a pinnaggio lungo, come i rosetail, i delta, i superdelta, i crowntail ecc.

 

–  Il labirinto

Per poter parlare del “labirinto”, bisogna dare uno sguardo alla morfologia del corpo del betta, e comprendere a livello anatomico che cosa è, dov’è ubicato, a che cosa serve e perchè si è sviluppato .

Il labirinto non è altro che un organo dell’apparato respiratorio del betta. È situato appena sopra l’esofago, infatti i due apparati sono rigorosamente collegati. Osservando dal vivo il nostro amico, noteremo che spesso risale in superficie per “boccheggiare” , questa inalazione d’aria, fa si che il pesce assorba ossigeno attraverso l’aria respirata e lo spinga verso il labirinto dal quale viene espulso attraverso le branchie alla successiva “boccheggiata”, mantenendo così il labirinto sempre carico di ossigeno. 

Come già accennato è un pesce che in natura vive in acque molto basse e in piccole pozze che3 con alte temperature hanno una scarsa ossigenazione e cosi' che questa specie ha sviluppato il labirinto.

– Il nido di bolle

Naturalmente il nido di bolle verrà costruito in fase di riproduzione poiché servirà a sostenere le uova riposte dal maschio o da entrambi.

In cattività spesso si dice che la costruzione di un nido di bolle da parte del maschio indica che è in buona salute e l’habitat ricreato è idoneo alle condizioni del pesce.


– L’abbraccio

Non è altro che l' atto riproduttivo che consiste in un vero e proprio abbraccio che avviene tra maschio e femmina. In tal caso la femmina si piega su un lato ed il maschio la avvolge curvandosi a forma di “U” su di essa per aiutarla ad espellere le uova che poi feconderà una volta riposte nel nido di bolle.

 

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